Negli ultimi anni la mobilità sostenibile è diventata un tema sempre più centrale nelle strategie aziendali. Riduzione delle emissioni, ottimizzazione degli spostamenti, benessere dei lavoratori e sostenibilità ambientale sono oggi aspetti che influenzano direttamente le politiche organizzative di imprese ed enti pubblici.
In questo contesto assume un ruolo sempre più importante il Mobility Manager, una figura professionale incaricata di analizzare e gestire gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, promuovendo soluzioni capaci di ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza complessiva dell’organizzazione.
Chi è il Mobility Manager
La figura del Mobility Manager nasce nell’ordinamento italiano alla fine degli anni Novanta nell’ambito delle politiche nazionali per la mobilità sostenibile e la riduzione delle emissioni inquinanti.
Per molti anni il ruolo è rimasto poco diffuso, ma con l’evoluzione delle politiche ambientali e l’introduzione di nuove disposizioni normative è tornato al centro dell’attenzione, assumendo un’importanza crescente sia nel settore pubblico sia in quello privato.
Il suo compito principale consiste nel promuovere modalità di spostamento più sostenibili rispetto all’utilizzo sistematico dell’automobile privata, contribuendo a ridurre traffico, consumi energetici ed emissioni.
Mobility Manager aziendale e Mobility Manager di area
La normativa distingue due differenti profili.
Il Mobility Manager aziendale opera all’interno di aziende ed enti pubblici e si occupa della pianificazione e gestione della mobilità dei lavoratori.
Il Mobility Manager di area, invece, viene individuato dalle amministrazioni locali e svolge un ruolo di coordinamento territoriale, favorendo l’integrazione tra le iniziative promosse dalle diverse organizzazioni presenti sul territorio.
La collaborazione tra queste due figure rappresenta uno degli strumenti più importanti per costruire politiche di mobilità realmente efficaci e coerenti con le esigenze delle comunità locali.
Il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro
Tra i principali strumenti operativi del Mobility Manager vi è il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL).
Si tratta di un documento attraverso il quale vengono analizzate le modalità di spostamento dei dipendenti e individuate possibili azioni di miglioramento.
L’obiettivo è promuovere soluzioni che consentano di:
- ridurre l’utilizzo dei veicoli privati;
- diminuire il traffico e la congestione urbana;
- contenere le emissioni inquinanti;
- ridurre i consumi energetici;
- migliorare il benessere dei lavoratori;
- ottimizzare i costi legati alla mobilità.
Il piano viene sviluppato attraverso attività di raccolta dati, analisi degli spostamenti e monitoraggio periodico dei risultati ottenuti.
Quando la nomina è obbligatoria
La normativa vigente prevede l’obbligo di nomina del Mobility Manager per le aziende e le pubbliche amministrazioni che superano determinate soglie dimensionali e che operano in specifici contesti territoriali.
L’obbligo interessa le organizzazioni con oltre cento lavoratori presenti stabilmente presso una singola unità operativa ubicata nei capoluoghi di regione, nelle città metropolitane, nei capoluoghi di provincia e nei comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti.
Nel conteggio rientrano anche alcune categorie di lavoratori che, pur dipendendo formalmente da altre organizzazioni, operano in modo continuativo presso il sito aziendale.
Mobilità sostenibile e organizzazione aziendale
Ridurre l’impatto degli spostamenti casa-lavoro non significa soltanto perseguire obiettivi ambientali.
Una gestione efficace della mobilità può contribuire a migliorare la qualità della vita dei lavoratori, ridurre i tempi di percorrenza, diminuire i costi associati agli spostamenti e rafforzare le politiche di sostenibilità dell’organizzazione.
Per questo motivo il tema viene sempre più spesso integrato nei sistemi di gestione e certificazioni orientati alla sostenibilità e al miglioramento continuo delle performance aziendali.
Quali competenze deve possedere un Mobility Manager
La normativa richiede che il ruolo venga affidato a figure dotate di adeguate competenze professionali o comprovata esperienza nel settore.
Le conoscenze richieste spaziano dalla mobilità sostenibile all’organizzazione aziendale, dalla gestione dei trasporti alle politiche ambientali, fino agli aspetti normativi e gestionali connessi alla pianificazione degli spostamenti.
Si tratta quindi di una figura multidisciplinare che combina competenze tecniche, organizzative e relazionali per supportare le strategie di sviluppo sostenibile delle organizzazioni.
Un’opportunità oltre l’obbligo normativo
Molte aziende tendono a considerare il Mobility Manager come un semplice adempimento previsto dalla legge. In realtà, la gestione della mobilità rappresenta oggi un’opportunità per migliorare l’efficienza organizzativa e contribuire agli obiettivi di sostenibilità sempre più richiesti da clienti, investitori e stakeholder.
Affrontare il tema in modo strategico consente di trasformare un obbligo normativo in uno strumento di innovazione organizzativa, capace di generare benefici ambientali, economici e sociali nel lungo periodo.

